T-Rex
Questa poesia in prosa rimata, c'è stata inviata da un nostro assiduo frequentatore e mangiatore di pandolci, scritta la notte di Halloween in preda al delirio d'astinenza da focaccia al formaggio. Grazie Claudio sei unico Bravo!

Jurassic park a Urbino

Un T-Rex arriva a Urbino e il suo olfatto sopraffino lo dirige nella caccia di pandolci e di focaccia.

Un profumo di formaggio, percepito a largo raggio, guida tosto il predatore alla fonte dell'odore.

Il negozio si presenta ordinario all'apparenza, e al suo interno il focacciaio non si avvede di qual guaio sta piombando sul suo capo dai primordi del passato.

Il T-Rex senza esitare si dirige a desinare, ed in preda all'acquolina demolisce la vetrina, poi si scaglia distruttivo, affamato e redivivo, sopra torte e farinata propiziando un'abbuffata.

Porte muri e pavimento son schiantati in un momento, e il delirio alimentare il soffitto fa crollare.

E nel dramma generale, poi finito sul giornale, ci si chiede cupi in volto: il foccaccaio è vivo o morto?

Fra macerie e calcinacci, con le vesti come stracci, con il viso impolverato e lo sguardo allucinato, scruta il povero figliolo il negozio raso al suolo.

Distruzione tutt'attorno calde lacrime sul forno, grida urla e imprecazioni che rimbomban come tuoni.

Soddisfatto l'appetito il T-Rex, ormai sparito, torna dopo aver ruttato, tra le nebbie del passato. Non c'è giusta conclusione e neppur consolazione, tra lamiere accartocciate e colonne sgretolate, vetri e pezzi di cemento e tre punti sotto il mento...

A cercare una morale ci si può restare male, perché forse a ben pensare non c'è niente da trovare, tranne un cupo ammonimento e un sinistro avvertimento:

se produci pane e pizza e manipoli stracchino, draghi, mostri e dinosauri piomberanno sopra Urbino