Pizza o pissaladiere?

pizza alla genovese
Sempre per diffondere un po' di cultura gastronomica e genovese, oggi risponderemo ad una domanda che c'è stata fatta qualche volta e in più in omaggio vi regaliamo una prima lezione di genovese verace(... E poi hanno il coraggio di dire che siamo tirchi!)

Ma prima di tutto la domanda: che differenza c'è tra la pizza alla genovese e la pissaladiere?

La pissaladiere è una focaccia (non una pizza) d'origine nizzarda e prende il nome dal "pissalat" (in dialetto nizzardo è la contrazione di peis salat: pesce salato) che è una pasta a base di acciughe o sardine sotto sale con timo ed aglio. 
La pissaladiere in origine si preparava spalmando la pasta di pane di pissalat, ricoprendola poi di cipolle stufate e cospargendola infine di qualche olive nere, quelle piccole che da noi si chiamano taggiasche.

Passando la frontiera il pissalat diviene machetto (machetu in dialetto) e gli ingredienti variano man mano che ci si avvicina a Genova compare il pomodoro a volte fresco, a volte in salsa. Nello stesso modo il nome si trasforma in "Pisciadela" a Ventimiglia, "Figassa" a Taggia, "Piscialandrea" (in riferimento all’amiraglio Andrea Doria che sembra ne fosse un grande estimatore)  ad Imperia e "Pisciarà" a Bordighera. Sanremo rappresenta un’eccezione perché qui questa preparazione è conosciuta come "Sardenaria" in quanto venivano usate le sardine in luogo delle acciughe.

Più recentemente, sparendo il machetto e chi lo sapeva preparare, questo viene sostituito da un intreccio di filetti di acciughe desalate che però non diffondono il gusto del pesce e delle spezie nello stesso modo.

La differenza con la pizza alla genovese è quindi immediata: è più alta (come una focaccia) non contiene pomodoro e neanche formaggio.

Bene, ora che siete in possesso di questa nuova conoscenza, potete anche affrontare la vostra prima lezione di zeneize.

L'informazione più utile, prima di iniziare la lezione vera e propria, è che di qualunque luogo o nazionalità voi siate, dovrete sempre ricordare che un genovese fa molta fatica a parlare se non è libero di dire "belin" ogni tre per due. 
Per noi non è un semplice intercalare: è uno stile di vita.

Come molti di voi sicuramente sanno, per "belin" si intende l'organo genitale maschile. E' ovvio che ogni volta in cui lo nominiamo non ci riferiamo necessariamente all'organo genitale maschile o, vista la frequenza con cui lo diciamo, dovremmo ammettere di avere un serissimo problema collettivo che nemmeno Freud in preda ad un picco ormonale potrebbe interpretare.

Quel che rende questa parola speciale, in realtà, non è il suo significato, o il fatto che sia il nostro intecalare. E' che noi la usiamo in svariati modi: per enfatizzare, per esprimere determinati concetti, ma non solo, esistono addirittura forme verbali e tutto un ventaglio di modi di dire.

Insomma, è quasi una lingua con una sua grammatica, ed un dizionario!
Non mi credete? Veniamone alla lezione:

Unit 1

Volete rispondere ad una domanda con un "sì"?
A Genova potete semplicemente dire "Belin!" e la gente capirà che volevate dire sì. (ovviamente accompagnerete il tutto con un inequivocabile gesto della testa, come per dire "è ovvio!")

Siete arrabbiati e non trovate le parole?
Urlate: "E BEEEELIN!!!!": chiunque capirà il messaggio.

Siete in chiesa, a scuola, sul lavoro, state discutendo la vostra tesi, il vigile vi ha fermato e vi vuole ritirare la patente, vi state sposando e vi è appena caduta la fede nelle mutande?
Potete sempre salvarvi dicendo il più casto e moderato : "belan" o "belandi(ovviamente, una volta usciti da queste situazioni si ritornerà alla normalità, e con gli interessi!)

Ricordate inoltre che "belin" è utilizzabile ovunque dove il resto d'Italia utilizzerebbe la parola "perdindirindina".

Bene ora che avete imparato ad interagire con la parola principe, diamo un'occhiata ad alcuni modi di dire:

Abelinato = idiota, scemo,stupido, tonto, poco intelligente.
A Genova si dice spesso "Grande, grosso, e abelinòu"  (grande, grosso e abelinato, ovvero stupido)

Abbelinando (o abelinando)  = è riferito all'atto di intontire una persona coi suoi discorsi o col suo modo di fare. Ma viene anche usata quando ci si sente presi in giro, ingannati.

Belinata = stupidaggine.
E' usato proprio come usiamo in italiano la parola cazzata. Per cui si usa quando ci si riferisce a qualcosa di molto facile da fare, o ad un'azione stupida, o dannosa.

Esempi:
- L'esame di quinta elementare è una belinata
- Ho fatto una rapina in banca a viso scoperto, e mi sa che forse ho fatto una belinata perché ci lavora mio
fratello gemello...
- Mi sono limata le unghie col Black & Decker, come mai sanguino? Dici che ho fatto una belinata? 

Belino = lo si dice quando si sta parlando del proprio pene (praticamente quasi mai)

Belinone o Belinun = è un modo affettuoso per dare del tonto a qualcuno

Ed ora, saliamo di livello...

Portare via u belin = andarsene 
Porta via u belin = vattene

Bàttisene u belin = fregarsene   
Bàttitene u belin = fregatene 
Me ne battu u belin = me ne frego
Battu u belin in sci scheuggi = me ne batto il belino sugli scogli (è un rafforzativo :-P) 
Battu u belin in sci scheggi de Quartu = me ne batto il belino sugli scogli di Quarto* ( = davvero non me ne può fregare di meno )
Segnaliamo la variante ormai un po' in disuso "Me ne batto o belin in sce 'na corba d'articiocche" estremo rafforzativo che consiste nel "battersene il belino in una cesta di carciofi" riservato ai soli veri duri se si pensa alla varietà ligure di carciofi che si differenzia per la presenza di solide spine all'estremità di ogni foglia.

* Quarto è un quartiere di Genova, ed è anche conosciuto perché è proprio lì  lo scoglio dal quale Garibaldi partì con la Spedizione dei Mille.

Se siete arrivati fino in fondo, sappiate che da questo momento in poi avrete fra le mani (e per sempre) un'arma temibilissima.

Certo non avete ancora le armi per affrontare locuzioni come:
"Fäse mangiâ o belìn da-e mosche."
"Fâ da belinon pe no pagâ de dazio."
"Abbelinòu no ti o l'ê, ma i furbi gh'àn 'n'ätra faccia."
"A cianta de l'abbelinaggine a no secche mai."
"Fâ e desfâ governa o mondo e de belinoìn ghe ne saiâ de longo."
"O l'é abbelinòu comme trèi che pescan inte 'n bolacco de serreuia."
"G'ò 'n belin ch'o pâ 'n figgeu ch'o rïe"
"Sottî comme i pèi do belin de 'na mosca."
"Un belin che te nëghe!"
... ma per lo meno siete un passo avanti!

I vostri avversari non potranno fare nulla contro di essa, perché ogni volta in cui qualcuno cercherà di ostacolarvi, di influenzarvi negativamente, di trattarvi male, di rovinarvi la giornata, di complicarvi la vita, o cercherà semplicemente di farvi incazzare, voi tranquillamente canterete il ritornello di questa canzone togliendo agli altri ogni fottuto potere.

In English please?

People make you crazy?
They want this, that, and this again from you?
They simply break your balls 24/7?
Don't give them the power: bàttitene u belin! 


Listen and repeat: me ne battu u belin!

Si ringrazia foodwrigraphy per l'idea della lezione